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Fotografia & vita Perù

Ho acquistato da un amico francese una Nikkormat con un obiettivo Nikkor 35mm, f:2,8. Con questa macchina ho scattato tutte le foto fatte in Perù. L'amico francese aveva avuto una intuizione, quasi una visione, e sosteneva: i discendenti degli spagnoli, i bianchi, vivono tutti lungo la costa (Lima e le grandi città sull'Oceano), poichè, se gli indios che vivono sulle montagne si incazzano, son pronti a fuggire prendendo il mare.
Il Peru’. Paese vissuto a fondo, nei tre ambienti in cui è diviso: la giungla amazzonica, le Ande e la costa oceanica desertica. Qualche settimana nella selva, passando dall’Equador al Peru’ scendendo il Rio Napo, affluente del rio delle Amazzoni, fino ad Iquitos. Qualche mese a Lima, sull’Oceano, nel quartiere borghese di Miraflores, e numerosi mesi sulle Ande, a Calca nella valle dell’Urubamba, nella regione del Cuzco, dove e’ nato Arco, 19 luglio 1976, figlio mio e di Sonia. Paese multietnico (c’e’ pure una comunità italiana e una giapponese), con all’interno strappi forti non percepibili dall’esterno: le classi sociali fondamentalmente divise: bianchi generalmente ricchi e borghesi, meticci commercianti e all’ultimo scalino della piramide i veri autoctoni, gli indios, prevalentemente quechua.
Noi, partiti con immagini di grande fascino, con negli occhi la classica dell’indio che camminando suona una “quena”, flauto di bambu’, siamo rimasti di sasso vivendo i conflitti tutt’altro che nascosti tra le varie etnie: faceva soprattutto male il disprezzo che la popolazione meticcia riservava all’indio.